EXPO 2020

L’Emiro di Dubai è riuscito a portare a casa non solo la “nomination” per l’Expo 2020, ma l’aggiudicazione di città organizzatrice dell’evento. Se pensiamo alle dimensioni dell’Emirato (anche volendo comprendere tutti gli altri che compongono gli Emirati Arabi Uniti), la sfida da vincere era enorme: ciò nonostante l’Emiro Sheikh Mohammed Bin Rashid al-Maktoum si è aggiudicato la vittoria.

È stata solo una questione di potere? No perché è noto a tutti che l’Emiro di Dubai è fortemente indebitato e non dispone di petrolio e gas che i suoi vicini hanno in abbondanza.

Ha vinto, secondo noi, perché aveva un progetto credibile e soprattutto migliore degli altri, perché ha saputo coinvolgere i migliori talenti per la pianificazione della sua candidatura   e perché ha posto all’attenzione  un tema di rilevanza assoluta: l’utilizzo di energie rinnovabili.

Per noi operatori italiani, che come l’Emiro di Dubai non disponiamo di petrolio e di gas, l’Expo 2020 rappresenta una grossa opportunità per mettere a disposizione dell’intero emirato le nostre idee, le nostre competenze, i nostri prodotti.

Nei prossimi anni ci sarà da fare moltissimo, al di là dell’area specificatamente destinata ad accogliere l’Expo:

  • Un nuovo aeroporto, nonostante l’attuale sia uno dei più moderni ed efficienti oggi al mondo
  • Infrastrutture (strade, ampliamento della metropolitana, impianti per riciclo dei rifiuti urbani, impianti per la produzione di energia elettrica utilizzando il sole, impianti di depurazione delle acque, solo per citarne alcuni)
  • Hotel, scuole, università
  • Abitazioni civili
  • Nuovi centri commerciali (da sottolineare il nuovo DESIGN DISTRICT)

Cosa aspettiamo?

Vogliamo continuare a far sì che altri acquisiscano le commesse e lavorare come sub-appaltatori? Forse è il caso di mettersi in prima fila perchè possiamo sicuramente farcela soprattutto se facciamo rete e lavoriamo in squadra.